apr
19
2009
Le mille e una perla

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #20 CHOCOLATE

lemilleeunaperla.spaces.live.com

(estratto dell’intervista)

1 .Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto?
Direi prima di tutto la capacità di creare collezioni uniche e differenti tra loro da un punto di vista stilistico (ma non per questo slegate!),
caratteristica che mi permette di essere apprezzata da persone anche molto varie e di diverse età; poi l’indossabilità e al tempo stesso l’originalità e l’unicità di ogni bijoux, la qualità del materiale in relazione soprattutto al prezzo e la famigliarità del rapporto col cliente. Prima di tutto però spero e cerco di far passare attraverso ogni pezzo la passione con cui è stato creato!

2. Com’è nata in te la passione per il design?
Domanda da dieci milioni di dollari! Diciamo che già quando andavo all’asilo organizzavo spesso sul tavolo della cucina di mia nonna mercatini in cui vendevo ai parenti decorazioni per la casa, biglietti d’auguri… Alle elementari poi mi sono specializzata nei bracciali e più o meno “costringevo” le amiche a comprarli. Alle medie sono tornata alle decorazioni natalizie e agli articoli da regalo che vendevo per beneficenza, dopodichè al liceo ho focalizzato l’attenzione sulla bigiotteria. L’idea del blog è nata per caso, un giorno, per vedere cosa sarebbe successo: all’epoca non avevo nessun progetto in testa, ma pian piano ho capito che volevo e potevo fare sul serio e ho intrapreso sempre più un cammino maggiormente “professionale”!
Ho capito quasi subito che la bigiotteria per me è “arte”: non sarò in grado come Michelangelo (il mio mito in quanto ad artisti!) di scolpire e
dipingere, ma creare collane e bracciali per me ha lo stesso valore e la stessa importanza a livello di espressività personale.

3. Quali siti/blog/forum consulti giornalmente e reputi fondamentali per un fashion designer?
Adoro soprattutto navigare attraverso tutti i blog di moda e tendenze che di giorno in giorno segnalano anche nuovi marchi: Frizzi Frizzi, Young Designer, Cosca Blog, Trend and the City… Per quanto riguarda i forum invece, non ne frequento più da anni: ritengo che occupino troppo tempo, e io ho sempre i minuti contati!

apr
19
2009
Le gioie di betta

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #18 DANCEFLOOR

www.gioiedibetta.com

(estratto dell’intervista)

1.La parte dell’essere designer che ti piace di più.
Sicuramente il poter esprimere totalmente me stessa, in un mondo di conformismo e conformisti.
Non ho paura di creare qualcosa che può sembrare “strano” o non piacere ai più.
Lavorare ed essere liberi non ha decisamente prezzo!
Se c’è la passione, quella vera, non c’è cosa più soddisfacente che alzarsi la mattina senza il peso di recarsi in ufficio e dirsi “che bello che è il mio lavoro!”

2.Quali sono le difficoltà di questa carriera?
Sicuramente devi avere sempre la mente attiva, aperta ad ogni stimolo, e non sempre è possibile quando ci si trova ad affrontare anche i piccoli problemi quotidiani.
In secondo luogo, la concorrenza è attiva su più fronti, e tu devi cercare di risultare sempre più innovativa. Ma pur raggiungendo l’obiettivo, purtroppo spesso non si riesce far fronte all’attività febbrile proveniente soprattutto dai mercati asiatici.

3.Ci racconti qualcosa sulla scelta dei materiali e le lavorazioni?
Io sono specializzata nella lavorazione del vetro di Murano, a cui va sicuramente la mia predilezione. Ma non disdegno l’acciaio smaltato, l’argento, le pietre dure, e i luminosissimi cristalli swarowsky e di Bohemia. Dipende dalla giornata, dall’ispirazione. Spesso una creazione nasce nelle mie mani senza alcuna premeditazione, anche con materiali più “poveri” come il legno o la lana cotta. Realizzo anche gioielli con la pasta di vetro, con i classici tasselli per i mosaici, per intenderci.

apr
19
2009
Le burlesque bijoux

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #16 SUMMER

www.laburlesque.net

(estratto dell’intervista)

1. Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto?
Per capire bene questi bijoux bisogna indossarli e vederli dal vivo, purtroppo non ci saranno mai fotografie o parole che li possano descrivere
con giustizia. Il loro punto di forza è il colore senza compromessi, vivace e diretto, ma anche ciò che li ispira, per esempio l’ultima collezione “Il sogno della sposa” ammicca a Matisse e questo è facilmente riconoscibile.
Il fatto di non seguire schemi tradizionali e mantenere la tecnica compositiva essenziale puntando su nuove forme,volumi e sensazioni
credo sia molto importante e permetta una distinzione naturale dalla tradizione del bijoux, anche se può creare iniziale diffidenza. Credo
sia significativo il fatto che quando li indosso le persone che mi incontrano mi chiedono subito se sono miei,spesso mi dicono di “riconoscere
lo stile”.

2.Hai progetti-collaborazioni per l’immediato futuro?
Parteciperò all’indipendent fashion show di Roma, una bella occasione per visitare una città che non ho scandalosamente ancora visto oltre
che per potermi confrontare direttamente con il pubblico, che è la parte più emozionante!
Ho in progetto poi qualche collaborazione con alcuni artisti che si occupano di installazioni molto particolari, con giovani fotografi e dovrei
fare una piccola rassegna in un locale milanese per presentare i bijoux. Quest’estate viaggerò molto, vorrei che la collezione del prossimo inverno di bijoux vorrei avesse un’impronta il più cosmopolita possibile, tra i miei interessi rientra anche il variopinto mondo della giocoleria,
ragion per cui mi recherò in giro per l’Europa alle varie conventions e festival, per arricchire il mio book fotografico e ricercare nuove fonti
di ispirazione.

3.La parte dell’essere designer che ti piace di più.
Mi piace potermi esprimere e creare un qualche cosa che mi appartenga da condividere con il resto delle persone e cercare sempre nuove
ispirazioni, anche per realizzare i progetti fotografici mi ritrovo sempre ad approfondire tematiche insolite, piccoli dettagli che si rivelano
sorprendenti e stimolano l’intelletto e la sensibilità estetica e artistica (per esempio il progetto fotografico water che ho realizzato
per voi è stata una bellissima esperienza, ho faticato molto per cercare di fare qualche cosa che avesse un senso e spero una certa profondità),
senza l’arte non ci potrebbero essere i miei bijoux e l’arte si può respirare ovunque, mi piace frequentare persone che se ne occupano
da molti o pochi anni, gli ambienti più colorati e diversi che resistono in mezzo a questa città (milano). Spulciare vecchie riviste e
vecchi armadi…ma soprattutto guardarsi intorno con un occhio pronto a carpire il bello e tutti quei dettagli che porteranno ispirazione,
perché il prodotto finito e la sua realizzazione pratica sono la parte meno difficile a mio avviso, è il percorso che sta alle spalle che rappresenta
la vera sfida,la soddisfazione è proporre qualche cosa che parli chiaramente della sua storia.

apr
19
2009
Laura fashion stylist

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #21 FAIRYTALES

www.ateliersempresposi.it
www.myspace.com/ateliersempresposi
www.myspace.com/lauraciarla

(estratto dell’intervista)

1-Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto?
Innanzitutto penso che un buon prodotto debba avere delle ottime caratteristiche che lo distinguano dagli altri comuni.
il mio è un prodot5to MADE IN ITALY, e quindi i miei punti forza sono qualità,tessuti pregiati, lavorazioni artigianali e ottima sartorialità
(elementi che purtroppo oggi come oggi sono un pò trascurati a causa della cina).

2-Com’e’ nata in te la passione per il design e in particolare per gli abiti da sposa?
La passione per la moda nasce fin da piccolina quando all’età di 6 anni me ne giravo per la casa con mille vestiti addosso, simulando mini sfilate.
all’inizio infatti, le mie prime esperienze nel campo della moda iniziano in veste di indossatrice.
in realtà, questa passione mi è stata tramandata dai miei genitori che hanno sempre gestito un’atelier di abiti da sposa.
Inizia, quindi a studiare per specializzarmi in questo settore.

3-Oltre agli abiti da sposa che altro tipo di abbigliamento ti piacerebbe creare?
Oltre agli abiti da sposa,amo creare abiti di ogni genere,Altamoda e Pret-à-portèr.
Ma soprattutto mi piace realizzare gli abiti per le mie amiche..:)

apr
19
2009
Latin Lover

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #16 SUMMER

www.latin-lover.it

(estratto dell’intervista)

1.Chi sono i fotografi e i make-up artist con cui collaborate per i servizi fotografici?
Nessun nome noto ma tanti professionisti uniti da un legame di forte stima ed amicizia. Collaboriamo con i migliori fotografi ed artisti locali, ammesso siano giovani e un po’ fuori di senno e che abbiano instaurato con noi e con il brand un rapporto di confidenza totale.

2.Dove è possibile comprare un capo d’abbigliamento Latin Lover?
Ad oggi Latin Lover è distribuito in Italia in circa 50 punti vendita sparsi per lo stivale, un elenco abbastanza aggiornato è sul nostro sito internet www.latin-lover.it

3.Hai progetti-collaborazioni per l’immediato futuro?
Il primo dei target per l’immediato futuro è sicuramente l’estero… abbiamo avuto la fortuna di avere più di qualche buon feedback e recensione molto positiva da alcuni paesi europei e da un paio di contatti asiatici… Il nostro obiettivo ora è quello di finalizzare questi contatti e collaborazioni e di darci da fare per trovarne altre nel immediato futuro. Vorrei infatti che la PE09 fosse distribuita al 50% in Italia e 50% all’estero.

apr
19
2009
Lara Bocchialini

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #19 SUPERHEROES

www.lalaradesign.splinder.com

(estratto dell’intervista)

1-Quali tipi di bijoux/accessori realizzi?
Mi sono avvicinata al mondo dell’handmade nel settembre dell’anno scorso quando mi hanno regalato due libri che spiegavano la realizzazione dei nodi celtici e dei nodi cinesi.
Quindi ho iniziato creando collanine, bracciali, orecchini e spille.
Rimaneva comunque una tecnica abbastanza limitata così visto che mi sono sempre piaciute le cose in panno ho provato a realizzarne qualcuna.
Con mia enorme sorpresa mi sono resa conto che ero abbastanza brava a cucire e che mi piaceva molto!
Il panno è un materiale molto versatile che mi permette di creare quello che ho in mente, dai portachiavi alle collane, da cerchietti e mollettine fino a ricoprire agende.
Ultimamente mi sono anche appropriata della macchina da cucire di mia mamma ed ho iniziato anche la produzione di borse.

2-Com’e’ nata in te la passione per il design?
La passione per il design e più nello specifico per l’Interior design (ho frequentato il liceo artistico e sono laureata in architettura degli interni) è nata da piccola, quando ogni scatola di scarpe diventava una casetta per la mia bambola!
Quindi ho sempre avuto la voglia di disegnare, creare e realizzare qualcosa.
La parte che preferivo dell’università era la realizzazione di maquette e plastici per la visualizzazione dei progetti.. credo mi basti fare qualcosa con le mie mani!

3-Quali siti/blog/forum consulti giornalmente e reputi fondamentali per un designer?
Per quanto riguarda l’handmade consulto spessissimo questo sito http://blog.craftzine.com
Ogni giorno si trovano nuove idee e ispirazioni, nonchè tutorial e pattern, con qualsiasi materiale si voglia usare.
Per quanto riguarda il design in generale guardo questo sito www.thecoolhunter.net , ci sono immagini bellissime di nuovi oggetti di tendenza e anche nuove e affascinanti archietture dalle forme incredibili.

apr
19
2009
Labo Design

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Intervista a cura di Carlo Valli sul numero #08 FIGHT CLUB

www.myspace.com/riciclabo

(estratto dell’intervista)

1. Le vostre creazioni da cosa si distinguono?
Probabilmente dal processo creativo: che l’idea di partenza piu che su un modello viene sviluppata su u n “ p r o t o t i p o ” .
L’impostazione di lavorare direttamente sulla materia prima, che deriva dalle nostre prime esperienze nel settore del remake, ci permette di sfruttare appieno le potenzialita’ del tessuto e di lasciare il giusto spazio all’improvvisazione.
Questo si traduce in abiti dalle forme originali quasi ardite, impreziositi da ricami colorati e dettagli ricercati.

2.Come definite i vostri stili?
Eclettico e fuori all’ordinario.
Elegante, ma al tempo stesso spiritoso, fantasioso e giocoso.

3. Le vostre collezioni a cosa si ispirano?
Come molti elementi della cultura contemporanea, anche il nostro concetto di moda si basa sull’idea di cross-over. Tutto puo’ diventare quasi inconsciamente fonte di ispirazione: un vecchio film, un illustrazione su un libro, un costume tradizionale. Il Trucco sta nel fondere in maniera creativa e personale tutti gli elementi. Naturalmente un ruolo importante hanno anche i viaggi e l’incontro con nuove culture.

apr
15
2009
Koshka

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #15 WATER

(estratto dell’intervista)

1.Vuoi parlarmi del tuo percorso formativo e del tuo profilo professionale?
Si,certo io ho fatto l’Accademia di moda Koefia di Roma e mi sono diplomata come stilista, poi sempre presso l’accademia ho seguito un master come responsabile del prodotto e poi dopo la formazione una serie di brevi esperienze in atelier e come costumista per dei spettacoli di danza. Ma la vera passione è stata già dalla scuola quando ho creato il mio marchio di t-shirt. Il marchio ha il logo di un gattino, koshka scritto come si legge è una parola russa e significa gatta.. Questa cosa è nata quasi per gioco disegnando su un foglio il logo senza pensare seguendo solo la mia passione per i gatti..
Poi piano piano sta diventando una realtà concreta,vedere la gente che indossa le mie creazioni è una sensazione davvero bella.
Comunque mi interesso anche di alta moda,sto seguendo una collezione che farò sfilare nei mesi prossimi l’idea è quella di creare abiti che fondamentalmente diano la sensazione di comprare qualcosa che abbia un valore intrinseco di per se,quindi con il mio staff cerchiamo di fare taglio e manifatture ricercati.

2.Quali siti/blog/forum consulti giornalmente e reputi fondamentali per un fashion designer?
Sicuramente quello che in assoluto frequento di più è my space perchè tra i blog è quello che più da la possibilità di conoscere una quantità di gente che forse non conosceresti mai in due vite, si possono trovare anche personaggi famosi e poi si può personalizzare facilmente con le proprie immagini!!Pensa che ho trovato una ragazzza che ha frequentato la mia stessa accademia ma ha finito l’anno in cui io l’ho cominciata, magari senza myspace non ci saremmo mai incontrate..

3.Cosa reputi andrà ancora “di moda” e cosa verrà abbandonato?
Ci sono cose che non passano mai di moda un trench avvitato,una decollete nera o una petite roube noir,mentre passano facilmente di moda le cose non facili da indossare o che non esaltino la nostra femminilità.

apr
15
2009
Jules

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Intervista a cura di Chiara Dal Ben sul numero #19 SUPERHEROES

postadijules@yahoo.it

(estratto dell’intervista)

1-Parlaci del tuo percorso formativo ed il tuo profilo professionale.
Il mio percorso sin da piccola è sempre legato all’arte, da sempre disegno e dipingo (ho frequentato il liceo artistico).
Ho frequentato un corso di fashion design al Polimoda di Firenze, poi ho avuto un’esperienza di pochi mesi presso Les Copains a Bologna e adesso sto frequentando un Master alla Domus academy a Milano.

2-Quali credi che siano i punti di forza del tuo prodotto?
Credo che i miei punti di forza per quanto riguarda il prodotto siano nella personalità e nella ricercatezza di un determinato gusto.

3-Com’è nata in te la passione per il design?
Da sempre…sin da quando ho iniziato a disegnare!

apr
15
2009
Isabella Zocchi

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Intervista a cura di Isabella Renzetti sul numero #17 ROUGE

www.isabellazocchi.com

(estratto dell’intervista)

1. Sei una designer affermata, oltre che consulente stilistica e da qualche tempo anche imprenditrice nel settore moda. Hai maturato molta esperienza nel campo e collaborato con celebri case di moda. Quali sono a tuo parere i fattori decisivi che hanno reso possibile tutto ciò?
Avere il talento è decisivo nell’ambito di un lavoro artistico ma da solo non è sufficiente. Ho sempre avuto un progetto di vita con obiettivi che ho perseguito con impegno e determinazione. Inoltre, fondamentale è stata la fortuna di aver avuto una famiglia che mi ha sempre supportato nelle mie scelte e creduto nelle mie capacità, di aver avuto la possibilità di frequentare una scuola di design prestigiosa e, cosa fondamentale, di aver incontrato persone che mi hanno dato un’occasione.

2. Descriviti in due o tre parole
Intraprendente, volenterosa e tenace

3. Il 2007 è stato per te l’anno di svolta: hai presentato infatti la tua prima linea di accessori donna per l’autunno inverno 07/08. Come hai vissuto questo momento? Quali sono state le maggiori soddisfazioni?
L’ho vissuto come la più grande sfida professionale della mia carriera, era arrivato il momento di capire se il mio fosse vero talento o se avrei dovuto continuare a disegnare nell’anonimato per marchi noti. Credere in qualcosa di tuo, rischiando con il proprio nome e reputazione dalla scelta del modello, al materiale, al colore, alla struttura di collezione, alla scelta del produttore qualificato, al prezzo e distribuzione. La maggior soddisfazione è stata vedere che il prodotto veniva capito nelle sue forme o strutture diverse dal solito eppure indossabili, cosa che invece non era possibile con i clienti che scartavano le idee più originali.